Comune
di Pereto

 

Premio Hombres - Città di Pereto
Pereto

con il patrocinio

"Periodico di attualità e di resistenza umana della Valle del Cavaliere", Edizoni DU.CA. - Pereto (AQ)
Associazione
l’Ombelico del Mondo


Regione Abruzzo

Provincia
dell’Aquila


Comunità Montana
Marsica 1


Pereto

Pereto
Borgo Autentico d’Italia

Home

Alla scoperta dell’Antico Borgo

Pereto tra fantasia ed emozioni 

di Micaela Merlino

 

Una corona di verdeggianti montagne fa da- naturale cornice all'estensione dell'incantevole Piana del Cavaliere; appena varcato il confine tra Lazio e Abruzzo, sulle falde di un colle, una delle ultime propaggini di Monte Fontecellese, si distende, silenzioso e imponente, il medievale paese di Pereto. La sua posizione topo grafica può essere rassomigliata a quella di una ripida, maestosa e quasi magica porta, attraverso la quale varchiamo un limite sottile, come quello di cui facevano esperienza gli eroi delle antiche leggende, all'improvviso trascinati in una dimensione splendidamente insolita. In questo sereno angolo d'Abruzzo il connubio tra uomini e natura resiste non solo al volgere continuo dei secoli, ma soprattutto al correre vorticoso della nostra civiltà contemporanea, che al progresso ha spesso sacrificato un contatto più genuino con l'ambiente naturale. Ce ne accorgiamo subito, già da quando percorrendo in automobile la moderna strada Provinciale del Cavaliere, costruita alla fine del XIX secolo, saliamo pian piano su per il colle, ammirando la distesa naturale di boschi che ricoprono i pendii circostanti il paese. Non è lontano il tempo in cui i nostri nonni percorrevano la viabilità locale, tutta sterrata e ripida, a dorso di mulo; questo animale pacitìco, robusto e servizievole è stato il silenzioso compagno di chi lavorava nella campagna, di chi andava a far legna nei boschi, di chi riempiva le sacche laterali della sella con materiale da costruzione per trasportarlo nel cantiere. Ne incontriamo uno, che si inerpica per l'antica via d'accesso al paese, la Costa dell' Ospedale, e mentre volta a sinistra lasciando la strada asfaltata, lo seguiamo con lo sguardo. Siamo colti da un'emozione insolita, forse siamo ormai entrati in una sorta di cerchio magico che ci permetterà di sperimentare una dimensione nella quale passato e presente convivono armonicamente, ed è possibile passare dall'una all'altra più volte assaporando questo insolito sincronismo. Alzando lo sguardo verso l'alto intravediamo i resti di una cinta muraria con merli, e l'imponente struttura del castello medievale. Se provassimo a salire fin sulla cima del colle a piedi, assaporando l'emozione delle graziose stradine che si inerpicano in salita? Finiamo così per seguire il nostro istinto, ecco che iniziamo a camminare in direzione di Porta delle Piagge, .. magnifico accesso medievale posto nella parte bassa del borgo, il Rione Paghetto, e recentemente restaurato nella sua forma originaria.

Nell'attraversare la porta, con l'immaginazione assumiamo quasi le sembianze di cavalieri e dame, con il loro seguito di valletti e damigelle, tutti adorni di lunghe vesti di velluto rosso, verde, giallo e di fine broccato, che salgono in corteo verso la dimora di antichi feudatari, e che saranno accolti con cortesia come ospiti attesi. E' solo un sogno che la vista di questi monumenti antichi ispira nella mente; ma presto siamo l'i condotti alla dimensione presente, quando per la ripida stradina fatta di scale incontriamo i volti della gente di Pereto, e con un ampio sorriso, e lo sguardo un po' curioso, qualcuno calorosamente ci saluta. Fuori le porte di queste case, che conservano nella loro struttura un'impronta architettonica medievale e rinascimentale, e che sembrano sorreggersi le une alle altre con abbracci generosi, stanno sedute a parlare, o a cucire, le donne di Pereto; è tutto un vivace vocio, e poco più avanti, lungo la stradina, alcuni bambini giocano a rincorrersi; solo alcuni gatti, pigri e sornioni, se ne stanno sdraiati sopra un muretto, guardandoci un po' sospettosi, ma poi, vinta l'iniziale diffidenza. accettano qualche nostra carezza. Ormai siamo arrivati nella parte alta del paese; qui si eleva un magnifico castello che subito cattura la nostra attenzione e muove d'istinto la nostra fervida immaginazione; così il nostro pensiero va al tempo in cui questa contrada era posta sotto il dominio di potenti casate nobiliari. In origine la facies urbanistica di Pereto fu dominata da un'unica, imponente torre, il mastio, elemento generatore di tutto il complesso castellana, che secondo alcuni storici fu fatta costruire da Berardo I Conte dei Marsi nel IX secolo, mentre secondo altri dagli stessi Conti dei Marsi nell 'XI secolo. Ma il colle di Pereto ereditò la caratteristica di importante punto strategico da un'età assai precedente, poiché è molto probabile che sulla sommità gli Equi fondarono un ocres (abitato d'altura), a controllo del tratturo che metteva in comunicazione la Piana del Cavaliere con la zona interna della Marsica. Terminati i lunghi anni di guerra che opposero i Romani agli Equi, e definitivamente sottomessi questi ultimi e tutto il loro territorio con la fondazione delle colonie latine di Alba Fucens e Carsioli, probabilmente anche ai piedi del colle di Pereto sorse un pagus romano, un villaggio di pianura, così come sembrano confermare numerosi rinvenimenti archeologici venuti in luce in varie epoche nel territorio di Pereto. La caratteristica di oppidum fortificato tornò in epoca altomedievale e medievale, quando si verificò il fenomeno della riconquista del!'altura a scopo difensivo. Signori di Pereto furono dapprima i Conti dei Marsi, poi la famiglia De Ponte, indi le due potenti casate nobiliari romane degli Orsini e dei Colonna, e in seguito i Maccafani. Facciamo fatica a immaginare l'esistenza di un'epoca in cui lo spazio vitale delle popolazioni locali era ristretto a pochi chilometri, poiché al di là dei confini del proprio paese, o della propria regione, si finiva spesso per essere vittima della crudeltà e dei soprusi altrui: quella di nemici stranieri, quella di vicini feudatari, in guerra con i signori confinanti, quella di banditi e briganti: di qui la necessità di difendersi, di mettersi al riparo, in caso di pericolo, entro le rassicuranti mura del borgo, con la torre pronta ad assolvere il compito di baluardo difensivo. In prosieguo di tempo il castrum di Pereto fu rafforzato con la costruzione di altre due torri e delle cortine di raccordo tra di esse; anche il circuito murario conobbe notevoli rifacimenti. Passeggiando lungo i vicoli del Rione Castello ammiriamo la suggestiva mole della cinta muraria, recentemente restaurata, e le due porte che si aprono nelle mura, Porta Castello e Porta Matticca, veri gioielli architettonici, fortunatamente assai ben conservati.

Ad un tratto, però, il suono di una campana risveglia in noi il bisogno di un contatto più diretto con il sacro; proseguendo il nostro itinerario alla scoperta di Pereto, decidiamo di seguire un gruppo di persone che scendono giù per una lunga scalinata; giungiamo così alla chiesa principale del paese, dedicata al patrono San Giorgio Martire. Questo edificio di culto dovette essere edificato già in età medievale, ma fu completamente restaurato nel 1584 dall'Università di Pereto, come ricorda una lastra con epigrafe posta sulla facciata principale della chiesa; il portale risale al XVI secolo, mentre la bella porta moderna è stata realizzata dal maestro Angelo Giammarco. All'interno della chiesa, nel 1987 durante lavori di ristrutturazione è venuto alla luce un affresco nel quale è raffigurata una Madonna con Bambino, che un'epigrafe dipinta permette di datare al 1594; tra le altre pregevoli opere vi è una tela del Baciccia raffigurante la Madonna del Rosario, e il quadro donato nel 1984 dal maestro Bruno Merlino che rappresenta il martirio di San Colombo, le cui reliquie sono conservate sotto il primo altare della navata sinistra.Il borgo di Pereto possiede però altre chiese: oltre all'antica ecclesia castri (la chiesa del castello), San Salvatore, all'interno della quale è conservato lo stemma dipinto dell'importante famiglia baronale Maccafani, e alla chiesetta dell' Annunziata, vi è la bella chiesa di San Giovanni Battista. Questo sacro edificio fu fatto costruire dalla Confraternita omonima, e fu terminato nel 1524, come ricorda un'iscrizione tracciata sul portale d'accesso. All' interno si conservano notevoli affreschi, tra cui uno che raffigura il Battesimo di Cristo nel Giordano, un affresco che rappresenta il martirio di San Sebastiano, nonché è conservata una pregevole tempera su tavola del XVI secolo raffigurante su un lato l'Assunta, mentre sull'altro Cristo benedicente. Da alcuni anni la chiesa viene utilizzata anche come sala per ospitare importanti eventi culturali, manifestazioni artistiche e convegni, nonché dallo scorso anno ospita anche il Prelnio Hombres. Ci dirigiamo ora verso la piazza principale del paese, detta localmente Piazza Carretta, il cuore pulsante di vita di Pereto, dove ci si incontra, si scambiano quattro chiacchiere, si passeggia piacevolmente, dove si commercia e si fa attività politica, in quanto qui sorge la sede del Comune; passeggiamo un po' attraverso la via principale, poi ci sediamo su un muretto: è stata davvero una bellissima passeggiata, prima di andare via vogliamo però riposarci un poco. Vediamo compagnie di giovani che, percorrendo la strada asfaltata, si dirigono non sappiamo dove. Con la curiosità di sempre decidiamo di compiere un' ultima tappa del nostro viaggio, anche se non sappiamo verso quale meta. E' con stupore che arriviamo ad un'antica fonte, la Fonte Vecchia, generosa d'acqua che stilla dalla roccia. Proprio quello che desideravamo! Siamo assetati, l'aria è calda e beviamo avidamente quel limpido nettare. Torniamo indietro, e nell'andare via un ultimo sguardo va a quei ragazzi che si sono sdraiati sull'erba del piccolo parco, e ridono e scherzano spensierati. Anche noi facciamo tesoro della spensieratezza vissuta in questa giornata, del caldo sole che ci ha abbronzato un po' la pelle, del ricordo del tempo passato che ci ha catturato l'immaginazione, della cordialità della gente del luogo, del rimpianto di non poter restare qui più a lungo. Mettiamo tutto dentro uno scrigno, quello del nostro cuore, e salendo di nuovo in automobile per andare via siamo sicuri di essere diventati proprietari di un grande tesoro, quello della serenità, di sensazioni e sentimenti autentici che Pereto e la gente del luogo ci hanno ispirato; ed è per rivivere questo magico incontro tra fantasia ed emozioni che siamo certi di ritornare.

Benvenuti a Pereto, la Porta d'Abruzzo e nella rete Borghi Autentici d'Italia

Fotografia - Poesia - Narrativa - Giornalismo