Cultura, borghi e territori

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corteo-726x400Il momento storico che stiamo vivendo è caratterizzato da tanti problemi e contraddizioni. Sappiamo dal nostro passato antico e recente che dalle difficoltà si può uscire migliori ma anche peggiori se non si fanno le scelte giuste.

Una cosa è certa dalla crisi e dai problemi non si esce guardando al passato, o, peggio, aspettando impotenti al ritorno delle vacche grasse, che non torneranno più.

Forse è più giusto studiare, capire e proporre strade nuove su ogni fronte. Molte sono le elaborazioni fatte da associazioni, studiosi, amministratori su come uscire dai problemi e su come i borghi e i piccoli territori possono diventare i veri protagonisti di un nuovo rinascimento, di una rinascita economica, sociale e psicologica. Ma affinché questo possa accadere bisogna avere idee chiare e progetti ambiziosi. Secondo me la chiave sta nella esaltazione della comunità residente e temporanea e soprattutto nella cultura. Abbiamo elementi fondamentali per lavorare verso questa prospettiva: storia, architettura, urbanistica, socialità e mezzi (internet, social, ecc.) che possono essere impiegati per questa prospettiva. Comunità e cultura per un nuovo rinascimento significa studiare il locale per renderlo globale. Dico, affinché non ci siano dubbi, che per fare questo percorso non bisogna scimmiottare o banalizzare il folklore, come spesso accade nelle numerose sagre estive, ma far sì che gli elementi identitari di un luogo, il suo Genius Loci diventi progetto strategico di aggregazione, di sviluppo turistico, ecc.
Bisogna rendersi conto, in un paese che legge, studia, si informa poco, che l’unica strada possibile è la cultura di massa diffusa nel territorio. Le amministrazioni, le associazioni, i cittadini devono cooperare per questo e rendere il proprio luogo, il proprio paese, il proprio paese unico e attraente per proposta abitativa, dei servizi, dei prodotti, dell’enogastronomia, in una parola per la propria cultura. I giovani possono e devono avere un ruolo importante per questa prospettiva, ma devono essere i primi a fare un grande salto in avanti, devono osare, essere coraggiosi e non passivi ripetitori di ciò che è stato fatto nel passato. Per avere un minimo di attenzione bisogna essere innovativi ma anche sostanziosi e culturalmente ineccepibili, altrimenti si continuerà ad essere spettatori autistici del cambiamento.

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