2017: l’anno dei borghi

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Foto di Mario Ventura
Foto di Mario Ventura
Foto di Mario Ventura

Il 2 dicembre il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, ha firmato la direttiva che indice per il 2017 “l’Anno dei Borghi in Italia” per valorizzare il patrimonio artistico, naturale e umano di luoghi definiti nel Piano Strategico di Sviluppo del Turismo come una componente determinante dell’offerta culturale e turistica del Paese. La direttiva costituisce il Comitato per i Borghi turistici italiani e avvia l’elaborazione di linee guida e modelli per favorire l’organizzazione di un Forum Nazionale sui Borghi, realizzare l'”Atlante dei Borghi d’Italia” e lanciare il riconoscimento annuale di borgo smart per la comunità locale dimostratasi più attiva nell’ambito dell’innovazione dell’offerta turistica.

Questa, per chi si occupa di borghi da anni,  è una gran bella notizia e può aiutare il percorso delle progettualità in essere delle associazioni, come Borghi Autentici d’Italia, a diventare concrete realtà per lo sviluppo dei borghi e dei territori. Serve una inversione di linea in Italia che riporti l’attenzione di tutti su quella parte del paese che in questi anni ha resistito, ha salvaguardato, ha mantenuto l’identità e l’autenticità intatta e che oggi può accogliere e riaccogliere chi è andato via o chi vuole cambiare aria passando dalla città al borgo. Una inversione culturale, che dopo l’abbandono dei paese per una città mito da parte di milioni di persone, rivelatosi nel tempo una prigione inaccogliente, oggi possa far ripopolare quei territori che sono rimasti salutarmente ecosostenibili. Certo servono progetti e soldi, ma serve sopratutto la buona volontà e non solo iniziative spot.

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Enzo D'Urbano, Travel coach nei borghi, sociologo, insegnante di economia turistica, direttivo BAI con delega alla comunicazione, operatore culturale, presidente del Premio Hombres itinerante, giornalista e fotografo freelance, blogger, curioso e appassionato di comunità, luoghi e territori autentici della cosiddetta Italia minore ma che rappresenta, però, la spina dorsale identitaria del paese.

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