Cocullo (AQ)

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Sono stato a Cocullo, un borgo che ho visto per anni dall’autostrada Roma Pescara. Il paese è famoso per la festa dei serpari, una particolare processione con San Domenico ricoperto di serpenti, innocui. La visita è frettolosa, perchè ho poco tempo, ma rivelatrice di forti apprezzamenti positivi. Il borgo è poco abitato, ma ben tenuto, tranne la parte bassa che è  in uno stato di totale abbandono con le crepe del terremoto. Per il resto vi sono interessanti recuperi e non molte criticità. Mi chiedo come mai un luogo cosi identitario, con un patrimonio abitativo di grande interesse non diventa una meta turistica? I luoghi vanno scoperti e non promossi con il marketing selvaggio. Serve un lavoro a monte, in città, nelle scuole, nellle associazioni, nei uoghi di culto, ecc. Un lavoro di formazione della coscienza riflessiva, del rapporto con i luoghi abitati  enon, con il passato, con la tradizione, l’identità, la cura dell’esistente. Questo per fare un grande passo in avanti veros la riscoperta di un vivere sereno e umano. La tecnologia è tale che nei piccoli borghi si dovrà poter lavorare collegati con il mondo intero, con il tele lavoro. Solo così Cocullo potrà essere rivissuto, riapprezzato e curato.

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Enzo D’Urbano, Travel coach nei borghi, sociologo, insegnante di economia turistica, direttivo BAI con delega alla comunicazione, operatore culturale, presidente del Premio Hombres itinerante, giornalista e fotografo freelance, blogger, curioso e appassionato di comunità, luoghi e territori autentici della cosiddetta Italia minore ma che rappresenta, però, la spina dorsale identitaria del paese.

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