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Presepe vivente a Pereto
Prima edizione anno 1970
Una emozione profonda
Nel piccolo borgo del Carseolano come d'incanto si riaccende il fervore, rinasce
l'entusiasmo, quasi una febbre collettiva: si avvicina l'annuale appuntamento
del Presepe Vivente, la manifestazione più importante del paese, ormai alla 34°
edizione. Non è difficile ricreare le atmosfere, tutti sono in varia misura
coinvolti e si sentono protagonisti di un evento che già appartiene alla storia;
dai nonni creata e gelosamente custodita, la manifestazione, ormai patrimonio
culturale del paese, è passata ai giovani che con altrettanto orgoglio e
dedizione vogliono conservarla, arricchirla, ingrandirla.
E’ recentemente scomparso, in tarda età, il sacerdote don Enrico Penna, creatore
nel 1970 della sacra rappresentazione. Ricordiamo la carica di intensa
spiritualità che animava don Enrico e la capacità di saperla trasmettere ai
giovani del paese, la gioia quasi infantile che egli provava davanti al bambino
adagiato nella capanna, il grande entusiasmo che si materializzava in ispirate
creazioni poetiche che per tanti anni sono state testo recitato e cantato dai
personaggi del Presepe Vivente di Pereto. Ogni volta, e quest'anno ancora di
più, nell'incantato tramonto del 26 dicembre, il pensiero, grato e commosso,
corre a quello straordinario sacerdote.
Per la gioia della incontenibile folla di spettatori ci apprestiamo a far
rivivere, con la nostra originale e suggestiva rievocazione, il misticismo del
Natale e la poesia del Presepe. Il bambino che nasce porta con sé il messaggio
di redenzione che si conclude nella Croce, simbolo della salvazione, e della
vita che proviene dalla morte. Non riusciamo a guardare il bambinello senza
pensare al conclusivo atto d'amore sulla Croce. E’ proprio a riconsiderare
l'importanza di quel Legno, siamo ancora più sospinti nell'assistere alla
rappresentazione della Natività, nella incontaminata bellezza del nostro
paesaggio e nella meravigliosa cornice delle nostre montagne.
Carlo Iannola
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