Piccoli comuni e prospettive future

0
4608

Sabato scorso ho partecipato ad un seminario, organizzato dalla pro loco di san Vincenzo Vecchio a Balsorano, sullo sviluppo dei piccoli comuni. Si sono affrontate varie cose e tutte di grande interesse. Mi preme, però, sottolineare alcune cose dette dal sindaco di Castel del Giudice, Lino Gentile, un piccolissimo comune del Molise, che ha invertito la tendenza allo spopolamento ed ha ridato fiducia e posti di lavoro alla popolazione. Il sindaco ha detto che per fare cose importanti nei piccoli comuni bisogna agire: 1) non facendo le cose che si sono sempre fatte e non hanno dato risultati in periodi di enormi disponibilità economiche; 2) facendo cose fortemente innovative ed utopistiche; 3) utilizzando tutte le leggi che Regioni, Stato ed Europa mettono a disposizione dei piccoli territori; 4) fare poche cose ma dall’effetto immediato; 5) agire in forte dialogo relazionale con la comuinità; 6) cogliere le opportunità che vengono dall’esterno; 6) dire spesso di si, ecc. Insomma un manifesto in controtendenza che vede la stragrande maggioranza dei sindaci dei piccoli comuni affermare, fino alla noia: “non abbiamo risorse, non possiamo fare nulla, sicuramente siamo destinati a morire”. Un atteggiamento che, frequentando amministrazioni dei piccoli comunini, mi trovo spesso a dover contrastare. Credo che fare il sindaco di un piccolo comune sia difficile ma diventa inutile quando ci si accontenta della normale amministrazione, quando non si ha la giusta cultura per costruire progetti che possano dare un volto nuovo al proprio paese e che possa contrastare l’abbandono e lo spopolamento. Si diventa inutili quando non si progetta insieme ai propri concittadini e non ci si educa al cambiamento alle innovazioni. Oggi non basta più, per essere un bravo sindaco, candidarsi, prendere voti e vincere le elezioni. Serve un autoscuola permanente fatta di studio, cultura amministrativa, aggiornamento continuo. Chi lo fa???

CONDIVIDI
Articolo precedenteCocullo (AQ)
Articolo successivoUn altro mondo è possibile
Enzo D'Urbano, Travel coach nei borghi, sociologo, insegnante di economia turistica, direttivo BAI con delega alla comunicazione, operatore culturale, presidente del Premio Hombres itinerante, giornalista e fotografo freelance, blogger, curioso e appassionato di comunità, luoghi e territori autentici della cosiddetta Italia minore ma che rappresenta, però, la spina dorsale identitaria del paese.

LASCIA UN COMMENTO