Borghi Resistenti, di cultura e visuali

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Borgo resistente perchè reagisce ottimisticamente a tutto ciò che agisce contro la sua sopravvivenza. Reagisce alla globalizzazione esaltando il proprio particolare; alla standardizzazione con prodotti unisci e di qualità; alla massificazione con la personalizzazione; al turismo di massa con il turismo esperienziale; alle proposte di accorpamento con l’orgoglio municipale; allo spopolamento con il ritorno dalle grandi città. Una resistenza che viene da lontano e che ha subito gli attacchi dei secoli e della miseria, delle sofferenze, dei limiti ambientali e della follia degli anni 60 e 70 con l’arrivo di plastica ed alluminio al posto dei materiali autoctoni.

Borghi di cultura perchè il borgo di per sè ha una grande cultura antica fatta di pietre, di uomini, di tradizioni, di prodotti ecc. Luogo che può diventare palcoscenico di iniziative di importanza internazionale per un turismo di nicchia, ragionato, ecocompatibile. Iniziative permanenti da realizzare in collaborazione borgo e le sue organizzazioni, comune, pro loco, associazioni varie, ecc ed enti regionali, nazionali ed internazionali. Realizzare laboratori permaneti inclusivi per residenti e non. Insomma creare le condizioni di una forte motivazione per stare alcuni giorni in un borgo.

Borghi visuali. La fotografia è diventata un elemento molto utilizzato per comunicare fatti ed eventi. I social hanno dato nuovo impulso alle immagini ed oggi ci sono pagine, gruppi, bacheche varie che raccontano il mondo attraverso le imamgini. L’immagine fotografica statiche ed in movimento è un utile strumento di documentazione, quindi è giustodargli la dovuta importanza e farlo diventare un impegantivo raccontastorie.

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Enzo D'Urbano, sociologo, insegnante di economia turistica, direttivo BAI con delega alla comunicazione, operatore culturale, presidente del Premio Hombres itinerante, giornalista e fotografo freelance, blogger, curioso e appassionato di comunità, luoghi e territori autentici della cosiddetta Italia minore ma che rappresenta, però, la spina dorsale identitaria del paese.

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