Il Sindaco dei piccoli comuni

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Ho sempre pensato che la parte migliore della politica italia risiede nei consigli comunali dei piccoli comuni, di quei borghi che resistono alla globalizzazione e alle trasformazioni amministrative irrazionali e poco convincenti. Le municipalità sono la spina dorsale del sistema Italia. I sindaci dei borghi sono la parte sana (spesso) della politica italiana. Questo è un fatto ormai acquisito e dimostrabile con migliaia di esempi. Per resistere però bisogna andare oltre e fare un salto di qualità in cultura amministrativa ed in visione prospettica. Su questo la situazione è molto più complessa e variegata. Ci sono troppi amministratori che sembrano capitati per caso nelle sale consiliari o nelle stanze della giunta o nella stanza del sindaco. Non sempre i sindaci, gli assessori, i consiglieri si rendono conto che per resistere e dare al proprio comune, al proprio borgo, una prospettiva di sopravvivenza e rinascita, serve cultura, visione, confronto, relazioni, ecc. Spesso si preferisce rimanere legati al particolare, al massimo alla collaborazione di rito per gestire alcuni servizi e quasi mai ci si cimenta con relazioni regionali, nazionali ed europee per uscire dal proprio particolare o limite territoriale. Servirebbe una nuova visione, una nuova progettualità, nuove lobby per ridare dignità e forza ai piccoli territori che rappresentano ancora la forza economica e sociale del paese. La qualità dell’agroalimentare la troviamo nei piccoli territori e non certo nelle coltivazioni intensive. Le eccellenze sono a portata di mano ma hanno bisogno di essere sostenute. Ci sono diverse realtà nazionali (tipo Borghi Autentici d’Italia) che danno fior di prospettive, ma non sempre i sindaci riescono a vederle e ad impegnarsi per far cambiare prospettiva al proprio comune. Si preferisce continuare a vivacchiare e al massimo a lavorare a piccoli progetti locali per avere a disposizione facili elementi di riproduzione del consenso. Per fare sviluppo serve altro, serve una nuova visione e una nuova cultura amministrativa.

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Enzo D'Urbano, sociologo, insegnante di economia turistica, direttivo BAI con delega alla comunicazione, operatore culturale, presidente del Premio Hombres itinerante, giornalista e fotografo freelance, blogger, curioso e appassionato di comunità, luoghi e territori autentici della cosiddetta Italia minore ma che rappresenta, però, la spina dorsale identitaria del paese.

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