Per la ricostruzione serve intelligenza e comunità. I cittadini diventino protagonisti.

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castelluccio-di-norciaI dati del disastro nelle zone terremotata sono drammatici: 200 borghi quasi distrutti, 5000 chiese e monumenti colpiti, 100 mila sfollati. Dati che fanno rabbrividire chiunque, ma oggi non è il momento di piangere o di farsi prendere dal pessimismo, Bisogna reagire e farlo tutti insieme: Cittadini ed istituzioni. Il governo, le regioni, i comuni hanno il dovere di agire con unitarietà, individuando progetti di rinascita. Per noi la ripartenza sta nella comunità e nel patrimonio culturale che rappresentano i borghi. Quei borghi hanno senso se vengono ricostruiti come erano. Un senso per gli abitanti residenti e per chi li frequentava per turismo. Oggi l’Italia ha il compito di mettere insieme l’orgoglio nazionale e lavorare per la salvaguardia della propria storia e della propria identità. Nel posto andrebbero costituite cooperative di comunità per ogni borgo colpito, dove tutti i cittadini diventino soci di un progetto di rinascita vera. Dentro le cooperative dovrebbero esserci anche i comuni, gli imprenditori, le associazioni. La cooperativa di comunità dovrebbe essere lo strumento della progettazione, ma anche del controllo dei fondi che verranno destinati alla ricostruzione. Un progetto di rinascita gestito dal basso e non più da singoli progettisti o da singole imprese che troppi danni hanno fatto nelle passate ricostruzioni.

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Enzo D'Urbano, sociologo, insegnante di economia turistica, direttivo BAI con delega alla comunicazione, operatore culturale, presidente del Premio Hombres itinerante, giornalista e fotografo freelance, blogger, curioso e appassionato di comunità, luoghi e territori autentici della cosiddetta Italia minore ma che rappresenta, però, la spina dorsale identitaria del paese.

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