Gorga (rm)

0
302

imageArrivo a Gorga dopo una serie di tornanti, numerati lungo la strada dal primo al quattordicesimo. Una bella scalata panoramica. Mi accolgono, nell’ultimo tornante, tre belle caprette ed una gallina che brucano, indisturbate, sul ciglio della strada. Il borgo è piccolo ma intenso, raccolto, intimo, intenso, tranquillo e piacevole tra vicoli stretti e portoni chiusi. Dalla piazza del comune una vista mozzafiato verso il basso. Tra i vicoli poche persone, voci di operai dentro una casa in ristrutturazione e l’immancabile signora rumena, dgli zicomi forti e il passo veloce che si avvia a prendere l’autobus. Ho contato tre chiese, una in pessimo stato. Tutte chiuse. In pessimo stato anche diverse case dentro il borgo che pure è abitato, visto i tanti vasi di fiori sulle finestre e la biancheria stesa lungo i muri. Un borgo che mi accoglie con riservatezza, le persone salutano con semplicità e senza eccessiva curiosità. Il Genio lo trovo in piazza S. Maria guardando un edificio parzialmente diroccato che sta in piedi proprio per reggere il marmo con su scritto il nome della piazza che vede ad un lato la Chiesa quasi abbandonata ed in pessimo stato e all’altro lato case ben ristrutturate. Ma forse il genio sta anche nei tanti portoni chiusi del centro storico o nelle chiese, o nell’orto del prete? Non saprei. Dovrò tornare per indagare meglio.

SHARE
Next articlePremio Hombres XII edizione – Sezione Racconti: Fuori Gioco
Enzo D'Urbano, sociologo, insegnante di economia turistica, direttivo BAI con delega alla comunicazione, operatore culturale, presidente del Premio Hombres itinerante, giornalista e fotografo freelance, blogger, curioso e appassionato di comunità, luoghi e territori autentici della cosiddetta Italia minore ma che rappresenta, però, la spina dorsale identitaria del paese.

LEAVE A REPLY