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Con toni vivi e partecipati, il racconto ripercorre l'eterna lotta tra  il bene e il male, impersonati dall'angelo e dal demone.
Il periodare asciutto e deciso sembra evocare il tormento dell'anima, che segna gli amori difficili ed impossibili.

 

Tra il bene e il male di Mehdi Mahdloo

Mark Baltimora è  un ragazzo molto fortunato e di bell'aspetto. Viene da una famiglia benestante che gli ha dato la possibilità di crescere in un ambiente stimolante e spensierato, di studiare nel migliore dei modi e di frequentare gente di alto livello sociale. Mark è circondato da amici sinceri con cui passa giornate all'insegna del divertimento in locali o ricircoli sportivi per persone altolocate. Ma allora perché Mark Baltimora è in procinto di gettarsi da uno dei grattacieli più alti di New York, in una calda notte d'estate?

Lasciamo i due per qualche istante dato che serve una breve spiegazione per comprendere, ovviamente, quello che sto per raccontare. Dovete sapere infatti, che gli angeli e  i demoni sono sempre vissuti tra noi, mescolandosi tra la gente comune. Svolgono una vita "normale", come tutti, ma appena nascosti agli occhi degli esseri umani , decidono con le loro azioni moltissime cose. Salvano vite come le distruggono, evitano i cataclismi che l'uomo non sa come scongiurare ma li provarono anche. Convertono l'orientamento sociale delle persone con cui entrano in contatto a loro piacimento. Noi non sappiamo distinguerli ma a volte possiamo accorgerci del loro essere speciali senza però, poter dare una spiegazione logica.

Inoltre, i demoni e gli angeli sono in costante lotta tra di loro. Ma non per qualche Dio o Satana. Perché credono ciecamente nella loro  indole. Un angelo desidera un mondo felice, senza discriminazioni e pieno di altruismo. Un demone lo pretende doloroso, violento e pieno di odio. Ognuno di loro trae soddisfazione dalle sue azioni quotidiane. Se  un angelo salva una persona in pericolo di vita, un demone gode nel vederne soffrire e morire una. Inutile stare a discutere su chi abbia ragione o meno in quanto per le nostre regole sociali gli angeli sono visti come "buoni" e i demoni come "cattivi". Ma non possiamo essere assolutamente certi che questa sia l'interpretazione giusta. Fatto sta che a volte però, anche loro, in ambedue le fazioni, possono avere dei momenti in cui si sentono "persi". In quanto angeli e demoni, non sono esenti dall'avere emozioni e sensazioni. Ed è proprio per via di uno stato d'animo che Mark Baltimora si vuole uccidere.

E' innamorato di un demone. Dello stesso demone, Jane Rossel, che ora cerca di convincerlo a non buttarsi nel vuoto. Anche Jane è innamorata di Mark ma tra loro c'è un insormontabile ostacolo. Ad angeli e demoni non è concesso innamorarsi gli uni degli altri. Anche solo un bacio tra due di fazione opposta, provocherebbe la morte istantanea e tremendamente dolorosa. Questo per mantenere l'equilibrio. Così è, giusto o meno.

Consapevole di questa cosa, ma soprattutto consapevole del suo profondo desiderio per Jane, Mark ha deciso di uccidersi per assicurarsi che almeno lei non corra il rischio di morire trascinata dal desiderio di un bacio o di un contatto.

Davanti a quella scena, Jane non trattiene le sue lacrime che le scorrono sul viso che non rispecchia per nulla il suo essere demone. Davanti all'amore, non ha senso essere angeli o demoni. Non ha senso combattersi. Ha paura. Ha paura che Mark faccia da un momento all'altro un ultimo passo che lo porterà per sempre via da lei.

"Mark! Ti prego" la sua voce è fioca, tremula e singhiozzante.

Mark si gira verso la sua amata mantenendosi in equilibrio su un cornicione che sembrava più stretto del reale. Sotto di lui un precipizio di oltre 500 metri culminante con lo scorrere del traffico, di persone e auto inconsapevoli di quello che accadeva sopra le loro teste. Tirò un leggero vento che li spettinò.

"Non posso permettere che un giorno, trascinati dalla passione, commettiamo una sciocchezza che ci sarà fatale. Non mi curo di me. Ma non voglio che muori per causa mia. Sai quante volte ho desiderato di baciarti? Quante volte ho sofferto sapendo che non è possibile? Dobbiamo essere realisti Jane. Io sono un angelo e tu un demone. Tra noi non è possibile. Ma io non posso rinnegare il mio sentimento per te" disse Mark lasciando che anche le sue lacrime scendessero libere sul volto.

Si voltò nuovamente verso il precipizio rimanendo immobile nel guardare il vuoto davanti a lui. Era deciso. Non sopportava l'idea di far soffrire la sua amata con quel suo gesto, ma non trovava altre soluzioni. Era già capitato che i due rischiassero di dare sfogo alla loro passione e solo la paura della morte li avva salvati. Ora lui aveva vinto la sua paura nei confronti della morte, solo per impedire che anche lei rischiasse di perire.

"Ma ci deve essere un altro modo! Non può finire così! Ti prego Mark! Faremo in modo di trattenerci" Jane era disperata. Non voleva perderlo. Preferiva trattenersi nei suoi confronti che saperlo morto. La paura di vederlo cadere era diventata atroce.

"Non posso vivere sapendo che non posso averti" Sapendo che non posso baciarti. Morirei dentro e, a questo punto, preferisco morire davvero" questa volta non si era voltato a guardarla. Lo avrebbe ferito ulteriormente.

"Ma per te non significa niente quello che penso e provo io?" chiese Jane gridando questa volta "Non importa che io starò malissimo e che soffrirò terribilmente ogni volta che ti penserò?" continuò facendo qualche passo verso il cornicione.

"Ma almeno sarai viva. Almeno non dovremmo più trattenerci in quella maniera che mi ferisce al cuore. Tu non puoi neanche immaginare quanto ti amo Jane! Quanto sto male ogni volta che ci incontriamo e che ti stringo a me. Non mi importa di quello che pensano gli altri angeli. Io do ascolto al mio cuore. E il mio cuore mi dice che non regge oltre questa situazione. Perdonami" disse Mark estraendo come per magia delle enormi ali candide che gli spuntavano dalla schiena, in tutto il suo splendore.

"Cosa vuoi fare? Fermati!" gli gridò ancora Jane portandosi le mani sulla bocca. Aveva capito. Mark con forza si portò le ali all'altezza delle braccia e le spezzò, tutte e due. Non avrebbe spiccato il volo in quella caduta. Così ne era certo.

"E' il momento amore mio" disse guardando Jane negli occhi come non aveva fatto mai. "Aspetta! Se tigetti tu, lo farò anche io" gli gridò lei avvicinandosi e afferrandogli la mano. "Io faccio tutto questo per te! Per darti la passibilità di vivere in pace!" disse Mark furioso. "Ma come faccio a vivere in pace sapendo che sei morto a causa mia? A causa del nostro amore? Ho deciso come hai deciso tu. Gettiamoci insieme! Se non accetti mi getterò subito dopo di te!" Jane era arrivata a quella decisione immaginando come sarebbe stata la sua vita se Mark  si fosse ucciso. Non ce la faceva. Non voleva vivere senza la persona che amava. Tutto gli era sembrato inutile e senza senso.

"Sei proprio decisa? Sei sicura di quello che dici? Hai una vita davanti a te. Sei giovane e magari troverai un demone come te che ti amerà" Ma anche dopo aver pronunciato queste parole Mark capì che Jane aveva stabilito bene cosa fare. Lei intanto si era portata sul cornicione insieme a lui. Non osava guardare sotto per via delle vertigini. Sapere che non c'era nulla sotto di loro per molti metri, le faceva scorrere un brivido lungo la schiena. I due si abbracciarono, si strinsero forte e mentre si guardavano intensamente negli occhi, si lasciarono cadere dolcemente. L'aria li planava al suolo. Da un momento all'altro sarebbe finita. Avvicinarono le labbra e si baciarono. La luna sembrò diventare rossa per un attimo. Dopo, solo grida di gente e il suone delle sirene di ambulanze e polizia che arrivavano sul posto.

Tra il bene e il male, c'è sempre l'amore, il più umano dei sentimenti. Così forte, che un demone ha dovuto accettarlo senza poterlo rinnegare. Così potente, che un angelo ha preferito precipitare nell'inferno, piuttosto che spiccare il volo verso il paradiso.

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